Rifiuti, come riciclare l’olio della cucina

Negli ultimi decenni si fa sempre più attenzione ai rifiuti prodotti giornalmente e alle modalità con cui cercare di riciclarne il più possibile. Tutto ciò grazie alle informazioni e alle iniziative portate avanti non solo dalle amministrazioni locali, ma anche dalle diverse aziende specializzate nella consulenza per la gestione dei rifiuti a Roma o in altre località, come ad esempio è la Nova Ecologica nella Capitale.

Diverse tipologie di scarti infatti possono essere raccolti e smaltiti correttamente o rigenerati, per donargli nuova vita. Tra tali scarti, quelli di tipo alimentare possono essere riutilizzati attraverso varie modalità. Un esempio tipico è l'olio, spesso usato nella gastronomia italiana per effettuare diverse fritture. Tuttavia, una volta cucinate, rimangono considerevoli quantità di questo liquido residuale. Cerchiamo di scoprire come esso si può smaltire o riciclare in maniera effiace. 

Come smaltire correttamente l'olio usato

Diverse persone, avendo poco tempo o pazienza per riciclare questo prodotto, tendono a buttarlo. Un'azione da evitare in maniera assoluta è svuotarlo negli scarichi del bagno o della cucina, in quanto questo tipo di scarto, nel tempo, non solo produce incrostazioni alle tubature, ma anche danni ambientali considerevoli. La maniera più corretta per smaltirlo è quello di raccoglierlo in bidoni o contenitori.

Prima di versarlo all'interno di questi, è bene che venga filtrato. Una volta raccolta una certa quantità di olio esausto, si può portare poi alle isole ecologiche cittadine o, in assenza di queste, versarlo in appositi raccoglitori predisposti dalle amministrazioni o dalle società di gestione dei rifiuti. L'olio raccolto poi potrà essere riciclato e, a seguito di vari trattamenti particolari, destinato a diventare biocombustibile per aerei o del lubrificante per macchinari agricoli.

Come riciclare in casa l'olio da cucina

Uno degli usi più frequenti di questo tipo di scarto è quello di combustibile per le lampade ad olio appunto. Coloro che ne posseggono diverse in casa, possono filtrare più volte il liquido usato e raccolto, togliervi le impurità e aggiungervi poi delle gocce di olio essenziale. Il tutto potra essere destinato a queste lampade. Altra modalità di riciclo è quella di usarlo come condimento per il cibo od il mangime fornito ad eventuali animali da cortile posseduti.

Altri invece tendono ad utilizzare l'olio da cucina per realizzare delle saponette profumate, attraverso una procedura eseguita in diverse fasi. Nella prima si effettua la pulizia di questo liquido, che infatti viene mescolato con dell'acqua, riscaldato e poi, una volta raffreddato, posto nel congelatore. Tolto da qui, si può recuperare la parte che serve, dividendolo dall'acqua congelata. Terminata questa fase, si può avviare la seconda per crearne delle saponette.

Infatti, prendendo del sapone di Marsiglia fatto a scaglie e sciolto a bagnomaria, vi si potrà aggiungere man mano dell'acqua distillata, dell'olio essenziale e quello da cucina usato, mescolando il tutto in maniera costante. Una volta amalgamato, il composto così ottenuto si potrà far raffreddare e lasciare addensare. Il risultato è una tradizionale saponetta profumata.